Data: 16/01/2011

MONUMENTI

DA

SALVARE

Templari in Puglia.

 

Sulla querelle: "Sovereto. Sito templare o non templare?".

 

di Enzo Varricchio

 

 

 

"Le mie ipotesi su Sovereto di Terlizzi quale probabile sito dei cavalieri templari hanno destato, fortunatamente, un certo dibattito tra gli studiosi. Ho collaborato alla realizzazione di un documentario, articoli e siti internet hanno riportato alcune mie affermazioni; tra gli altri, il portale dei Templari francesi ha pubblicato un resoconto sulla mia relazione al convegno di Sovereto del 2007.  

(in portale: Ordre des Templiers, Chevalerie et Valeurs de France,

http: nonnobisdominenonnobissednominituodagloriam.unblog.fr/2008/03/18/la-maisonnataledejacquesdemolay 

 

Non sono mancate le critiche, tutte preziose per l'arricchimento di un'ardua ricerca che non ho ancora terminato.

Mi hanno stupito, invece, le reiterate ingiurie scagliatemi da parte di un tale Ricci, che si definisce ‘giovane studioso del Medioevo', e che sta promuovendo un suo libro sui templari in Puglia.

Costui, pur non avendo il coraggio di fare apertamente il mio nome, riferendosi alle mie tesi su Sovereto templare, continua a tacciarle di scarsa serietà  e di improvvisazione, per il sol fatto che le sue idee non collimano con le mie. Mi attribuisce errori che non ho commesso, citando affermazioni che invero non ho mai formulato, almeno nei termini che lui mi attribuisce (non è dato sapere donde le abbia estrapolate).

Sostiene che io avrei errato, riportando la tesi del Marinelli, peraltro confermata dal Bramato (autorevole studioso, da lui definito ‘superficiale') in tempi recenti, del trafugamento dell'icona mariana da Corsignano a Sovereto ad opera di un manipolo di cavalieri templari. 

Salvo poi ammettere egli stesso, candidamente:

 

Purtroppo su Sovereto la documentazione è piuttosto lacunosa. La querelle su Sovereto templare o meno nasce alla fine del secolo XIX tra due storici Terlizzesi, il Marinelli pro-templare e il De Giacò anti-templare. Il primo invoca una leggenda, giunta in una cronaca medievale, secondo la quale i Templari di Sovereto si sarebbero recati al casale di Corsignano, nell'agro di Giovinazzo, per involare l'icona della Madonna portata in quella località  dal crociato franco Gereteo da Edessa intorno al 1187. Il furto da parte dei Templari dovrebbe essere quindi avvenuto dopo tale data. A seguito di terremoti verificatisi dopo il sacrilego furto, i Templari riconsegnarono l'icona della Madonna agli abitanti di Corsignano.

(http://www.triggianodemocratica.info/cultura/eventi-e-contributi/116-la-verita-sui-templari-in-puglia-e-a-triggiano-terza-parte.html

 

Il giovane studioso afferma sicuro che i Templari a Sovereto non ci sono mai stati e che lui è d'accordo con tutti coloro, per finire col Valente, che hanno da sempre negato il loro passaggio da Sovereto.
La tesi del giovane, in sede universitaria sarebbe definita di tipo meramente compilativo e nulla aggiungerebbe di nuovo al dibattito, se non tirasse fuori dal cilindro un documento nell'archivio di Molfetta, di cui omette peraltro di fornire gli estremi, secondo cui già  nel 1309, sarebbe avvenuto il passaggio dei beni dai Templari ai Giovanniti.

Ebbene, questo documento, qualora esistente e conforme, non farebbe altro che confermare il dato acquisito che i Giovanniti siano stati a Sovereto.

Ma nulla toglierebbe alla possibilità  che i cavalieri del tempio - e non i canonici regolari del templum Domini -, li abbiano preceduti, dislocandosi a Sovereto nel periodo compreso tra il 1187 e il 1309, come io sostengo.

 

Il giovane studioso, riporta imprecisamente, forse traendola da frammentari resoconti di terzi, la mia tesi fondamentale, che qui tento di sintetizzare onde evitare ulteriori fraintendimenti:

 

Occorre rivalutare le testimonianze artistiche di Sovereto come linguaggio simbolico e come strumento di investigazione storica. Dette testimonianze artistiche corrispondono a quelle presenti in altri siti dei pauperes milites christi.

In particolare, la formella di madonna con bambino, ora posta sull'arcata d'ingresso al santuario, e le porzioni di affresco ancora visibili nella chiesa di Maria Santissima di Sovereto presentano simbologie omologhe a Montsaunès in Francia nella commanderia templare, unanimemente riconosciuta come tale. Doveva trattarsi di un ciclo che adornava tutta la chiesa di Sovereto, quindi di una certa importanza. Gli affreschi superstiti si riferiscono ad un tema cosmologico e ad una sorta di mappa astrale che possiamo ritrovare anche in altre sedi templari accertate, come San Bevignate a Perugia o Cressac sur Charente in Francia, che esprimono la concezione della natura posseduta dai cavalieri, probabilmente appresa attraverso i contatti con la cultura islamica.

Tali corrispondenze costituiscono una prova semiologica e iconografica della presenza templare a Sovereto.

 

In merito alla questione innovativa della mia tesi, il giovane aspirante storico di professione nulla ha sinora obiettato.

Difficile obiettare, quando è ormai possibile a tutti tramite Internet, accedere ai siti dei luoghi da me citati, confrontarne le immagini con i reperti di Sovereto, oppure acquistare la bella monografia del Curzi sulla pittura templare, per verificare con i propri occhi le stringenti somiglianze, da me evidenziate, tra i cicli di affreschi di Montsaunes, Cressac e San Bevignate e le purtroppo esigue persistenze pittoriche di Sovereto.

 

Perché dunque tanto ingiustificato livore? Chi c'è dietro il giovane studioso, che afferma di possedere la “verità  sui Templari In puglia” e che dichiara che per lui storico è solo chi lo fa di professione? Salvo poi ammettere che la sua professione è la statistica…

 

Occorre ricordargli che non esiste la professione dello storico e che non esistono certezze quando si studiano eventi così lontani nel tempo.

 

Qualcuno teme che l'iconologia e la critica d'arte rubino il mestiere agli storici? O, forse, qualche autorevole accademico si è adombrato nel capire che gli era sfuggito il senso di un messaggio che gli era sempre stato davanti senza che se ne accorgesse?

E' giusto tacciare di esoterismo (nell'accezione negativa del termine) chiunque si occupi di templari senza appartenere a una scuola accademica? 

 

Interrogativi inquietanti, che ci inducono a preferire che gli insulti del giovane studioso siano stati ispirati solo dal desiderio di farsi facile pubblicità , cavalcando a contrario un argomento di successo.

Credo che il miglior storico sia colui che riesce a osservare e confrontare i documenti e le immagini che i nostri predecessori ci hanno tramandato, senza pregiudizi né certezze precostituite.

Auguro al mio giovane detrattore di diventare questo tipo di storico.

 

Ciò che più conta, ribadisco che gli affreschi di Sovereto, Templari o Giovanniti che siano, rappresentano un frammento di un discorso che riguarda la storia europea nel Medioevo e non possono essere lasciati nell'attuale stato di abbandono, particolarmente quelli dell'abside. Urge il restauro e la valorizzazione di questo patrimonio della Puglia, che nel Medioevo fu una delle più importanti province templari ma, soprattutto, la porta d'accesso al Vicino Oriente.

Bari, 14 dicembre 2011

 

                                                                                                    enzo varricchio